Ambulanti, Fiere/Mercatini, Chilometro Zero e Truffe!


Vi fidate dei venditori ambulanti? Credete che vendano merce genuina? Pensataci ancora.
Chi vuol mangiare sano chiede quale sono l’ingredienti nei cibi che acquista e legge sempre le etichette. Pero, nonostante l’attenzione e gli indagini sulla qualità dei prodotti che acquistiamo, sia alimentare e no, può succedere che qualcuno ha quella finissima capacità (solitamente ben studiato), per via di un marchio fantasioso-illudente, o parole ben cantate di ‘prenderci per il sedere’.

Ti sei mai capitato di andare via da un venditore ambulante, sapendo che probabilmente non ti interessa l’articolo che ha acquistato ma non riuscivi rifiutarlo? Come se forse il povero commerciante ha fatto il suo lavoro, trattenendoti per 15 minuti, o perché ti sei sentito in colpa per averla fatto perdere quei 15 minuti. E’ successo anche a me.

Burro Grass-fed?
Chi mi segue sa che sono molto fissato sul burro. Ma non qualsiasi burro. Burro di qualità. Qualità è un termine che in realtà non significa nulla, d'altronde come il termine ‘naturale’. Qualità è una cosa soggettiva e ognuno rimane fedele alla propria definizione. La nostra definizione semi-Paleo o Primal per quanto riguarda il burro è abbastanza precisa e si puoi esprimere in due parole GRASS FED.

Guardate il bellissimo blocco (500 grammi) di burro che ho acquistato da un ambulante in una fiera. Per precisione la fiera era quella che si chiama Gustitalia.



Burro Bianco! Anzi grasso bianco! Come mai proprio 500 grammi?  Prima ancora di vederla (di sera con poco luce) volevo solo assaggiare un po’. Il venditore ha rifiutato di tagliarlo dicendo che vende solo il blocco intero. Credete sul serio che si tratta di burro o potrebbe essere lardo?  Difficile sapere, specialmente senza un incarto e non in base al colore.

Questo è burro che seconda il (anzi assicurato dal) commerciante Piemontese proviene da latte di mucche che vivono a 1.400 m di altitudine nella Valle d’Aosta (eccetto l’estate dove si spostano verso 2,400m), che sono installate solo dal Novembre fino Marzo e che……TADA TADA (sentite i tamburi)

MANGIANO SOLO ERBE E FIENO- sempre-  NIENTE CEREALI. MAI

Siete contenti d’aver trovato il burro grass-fed in Italia finalmente?

Solo che non è vero. Sono stato nello stand fieristico a Vigevano, dove ho acquistato con molti dubbi questo burro. Ho ascoltato mentre il commerciante ha parlato del suo zio e le sue mucche che tutt’ora sono in montagna dove cè un metro di neve (i sciatori sono delusi quest’anno ma le zoccole delle mucche sono piene di neve).

Ammetto che la storia colorita puzzava quando il tizio ha precisato che l’azienda agricola ha 180 mucche! Macché! 180 mucche cha mangano erba?  Kilometro zero? Azienda di famiglia? Una mandria di mucche di quella misura per me equivale industria!

Ho sentito una sua collega parlare della produzione del burro. E’ stupefacente il fatto che per ogni mia domanda o dubbio la coppia aveva una risposta favolosa fantasiosa.

La signora:  “NOI ..(s’immagine Lei nel laboratorio con grembiule)..il burro, lo facciamo ogni settimana. Ha una scadenza di 20 giorni. In realtà dura di più ma “noi” dobbiamo dare una scadenza e diamo 20 giorni
e
D’estate è più giallo

Il burro in questione in realtà è prodotto da “Il Formagerie Haut Val d'Ayas.“ I commercianti lo comprano e rivendono. In fatti, è per questo motivo che il commerciante non poteva tagliarla per vendere una porzione più piccolo. Non è autorizzata per legge. Non è il suo prodotto e non produce un bel niente! Ma il vero produttore del burro, Il Formagiere non ha un allevamento grass-fed. In fatti NON HA alcun allevamento. Si tratta di un cooperativo. Il Fromagerie Haut Val d’Ayas riunisce circa 50 conferitori in allevatori della zona e tratta quasi due milioni di litri di latte all’anno!

Tutto questo avevo scoperto dopo quando era a casa grazie a Google. Poi ho chiamato il commerciante, dopo d’aver trovato anche i suoi riferimenti sull’internet.

Con tante scuse, il nervoso commerciante sosteneva che non potevo pretendere che si ricordava ogni dettaglio sui prodotti che vende. In fatti, l’ho detto che nessuno pretende una cosa simile. Un cliente pretende solo la verità. Una risposta tipo, “non mi ricordo” o “non so” era più che appropriata. Ma c’è una bella differenza tra sbagliare un dettaglio (cosa comunque grave nel settore alimentare) e offrire false risposte e storie inventate.

Il commerciante in questione, mi ha pestato di chiamate per due giorni dopo con la speranza di suscitare pietà in me. Ora è molto nervoso, perché l’avevo fatto capire, che la falsa rappresentazione di una azienda e prodotti in generale è un reato. Fare false dichiarazioni al consumatore è un reato. Ho spiegato che il problema non è a fatto il prodotto, che a me non interessa. Qualcun altro potrebbe piacerlo a morire. Il problema sono le sue tattiche di vendita intenzionalmente ingannevole- chiamata: truffa.

Sono tutti ingannevoli?
Non credo che tutti i venditori ambulanti sono disonesti o ingannevoli, pero non sono mai andato via da una bancarella in un mercato o fiera con grandi certezze. Molte delle volte, ho sentito false dichiarazioni che nemmeno mia figlia di dieci anni potrebbe credere. Abbiamo più certezze quando un produttore o commerciante mette per iscritto le proprie dichiarazioni. D’altronde, dopo quando sei a casa con il prodotto nuovo, è non corrisponde ha quello che il venditore ha promesso, o peggio se soffre da qualche reazione allergica, puoi fare ben poco. Tanto al riguardo le promesse, è solo la tua parola contro il suo.

Arrivederci bancerelle
Credo che eviterò in futuro tutti, si TUTTI bancherelle. Con l’e-commercio, spesso direttamente dal produttore, abbiamo la possibilità di fare domande per email e ottenere risposte precise per iscritto, corriamo molto meno il rischio di ottenere prodotti di scarsa qualità o del tutto fasullo.

Chilometro Zero ancora questa settimana, per me, si è verificato ad essere un concetto ridicolo! E questo per non parlare nemmeno del fatto che non ci sono zero chilometri tra il produttore dei prodotti, il venditore ambulante, la fiera, e le nostre case! Ho visto un mare di parole ‘buzz’ stampate o scritte a mano su cartelli tipo: genuina, naturale (insignificanti) e senza ‘zucchero (inteso saccarosio), mentre i prodotti erano pieni di altri ‘zuccheri’.

--Pensataci: perfino una signora/commerciante mi a assicurato che bisogno mangiare mais almeno una volta al settimana per prevenire il cancro!--
Fatte attenzioni quando vi raccontano storie e quando parlano di come sfornano i prodotti (anche senza glutine). Spesso non sfornano un bel niente e non hanno alcuna autorizzazione per trattare prodotti alimentare a parte esporle e venderle.

Molti commercianti fieristici e ambulanti acquistano la merce in aziende che fanno produzione per conto terzi, e in fatti spesso i prodotti che noi acquistiamo, sono essente di etichette o marchio proprio per questo motivo. I commerciante non hanno alcun interessa che tu li salti dopo per andare direttamente alla fonte per fare acquisti.  Spesso, parlano a vanvara e pretendono che avere la relativa documentazione con specificazione degli ingredienti sottobanco per esporre su richiesta le esonera di ogni responsabilità.

La Misteriosa Signora di miele
Oggi sto ancora spettando una riposta da un’azienda che ho trovato in internet che ha prodotto (secondo una piccola etichetta) la torta di nocciola senza glutine e senza zucchero che ho acquistato alla stessa fiera Gusitlaia da una signora che sostiene d’averla appena fatta.

La simpatica signora si è data pure da fare per ravanare tra le torte in cerca di una con la scadenza più in la (perché a casa mia non mangiamo nemmeno i semi-dolci con molta veemenza). Più tarde, a casa, ho visto che la scadenza è…. WOW … 16 Luglio. E’ possibile che la signora non si ricordava della scadenza lunghissima che mette sui propri prodotti o forse, era solo una messa in scena per farci credere che ci teneva trattarci bene?

Stranamente gli altri prodotti che la signora vendeva non appaiano sul sito web dove c’è la torta. E la nocciolata, senza oli strani, che lei sostiene d’aver fatto con il miele Bio della sua produzione, è essente di marchio e non appaia anche questo sul sito.
Ormai ora temo che anche la simpatica signora con il nipote allergico a tutto e di più (a sentirlo parlare), con tanti di prodotti naturali, senza zuccheri aggiunti e senza glutine, racconta tante frottole.

Voi sentire la rana e la favola?

Basta mercatini! Mia figlia dovrà accontentarsi delle cose che faccio io in casa- che comunque sono sempre meglio. Prossima volta servirò pure io la torta con una storia! (mentre lavo la teglia pero)

1 commento:

Andrea Porkolab ha detto...

Omega 3 nessun vantaggio per la prevenzione http://www.cronachemaceratesi.it/2013/05/08/un-medico-maceratese-ai-vertici-della-ricerca-scientifica-globale/321944/